Saline di Tarquinia

In prossimità dell’area archeologica è situata la Riserva Naturale delle Saline di Tarquinia, in un contesto ambientale suggestivo e ancora incontaminato, ove, sulla trasparenza delle acque, si leva in volo, con gli stormi dei fenicotteri, la nota rosa della Dunaliella, segno indelebile di un paesaggio sospeso fra l’azzurro cristallino del mare e del cielo, trasmessa alle ali del Phoenicopterus roseus mediante una sapiente “catena alimentare” che dalla microalga salina passa attraverso i piccoli crostacei noti come Artemia salina, alimento prediletto dei maestosi uccelli acquatici.


Fotografia di Paolo Nannini

saline di tarquinia riserva naturale visitetruria

 

Popolata da stormi di fenicotteri rosa e di molte altre specie di uccelli stanziali e migratori, quali l’Airone cinerino, il Cavaliere d’Italia, il Gabbiano corallino, l’Airone Bianco maggiore, la Riserva Naturale, estesa su 170 ettari, comprende anche specie vegetali molto rare. Il ruolo ricoperto dalle Saline deve essere stato primario sin dall’epoca etrusca, quando era già verosimilmente correlato all’impianto portuale etrusco di Gravisca. Affidata sino all’Unità di Italia alla manodopera dei forzati, l’estrazione del sale conobbe successivamente un incremento produttivo e il villaggio di baracche, costruite per i sorveglianti, divenne un vero e proprio borgo, che oggi ospita la Stazione del Corpo Forestale dello Stato.

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