Grotte di Castro

Situato a poca distanza dalle rive del lago, l’insediamento etrusco sulla collina di Civita è stato il centro più rilevante nel territorio compreso tra il lago di Bolsena e la media valle del Fiora durante il VII ed il VI secolo a.C.
Un itinerario archeologico-naturalistico dell’area deve iniziare dal Museo “Civita”, che ospita i materiali rinvenuti nelle vaste e ricche necropoli, devastate purtroppo dagli scavi clandestini già a partire dall’antichità.

La necropoli di Vigna la Piazza
La necropoli di Vigna la Piazza è la più vicina al centro abitato e anche la più antica (seconda metà dell’VIII sec. a.C.). Le sepolture sono tutte a inumazione, ma la tipologia dei sepolcri è assai diversificata: semplici tombe a fossa coperte da scaglie di tufo, sepolture in sarcofago e tombe a camera. Le indagini, ancora in corso, hanno recentemente messo in luce un nucleo di sepolture a inumazione, caratterizzate dalla presenza di circoli di pietre.
Tra le tombe a camera si segnala la n. 31 (databile tra il VI e gli inizi del V secolo a.C.): era segnalata all’esterno, oltre che dal monumentale corridoio d’ingresso anche da un pregevole cippo di tufo dotato di supporto modanato.

La necropoli di Pianezze
La necropoli etrusca di Pianezze, circa 3 chilometri a sud di Grotte di Castro, costituisce uno dei principali nuclei cimiteriali della zona. È caratterizzata da tombe a camera scavate nel versante occidentale del costone tufaceo e disposte su almeno quattro ordini. Le forme delle tombe sono la trasposizione della casa dei vivi nel mondo dei morti, come testimonia la cosiddetta “Tomba Rossa”, nella quale l’ordito del tetto è minuziosamente riprodotto con pittura rossa, e il pilastro della parete di fondo è scolpito a rilievo e interamente dipinto.

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