Gravisca

Con la conquista romana di Tarquinia, intorno al 280 a.C., il porto principale della grande città etrusca, del quale ignoriamo il nome, cade in abbandono: un secolo più tardi, nel 181 a.C., sull’impianto dell’abitato etrusco, situato oggi alle spalle di porto Clementino, i Romani fondano la colonia marittima di Gravisca, non lontana dal tracciato della via Aurelia nova.
Ai margini meridionali dell’insediamento coloniale, indagato solo in parte, si scava da più di quarantacinque anni per portare alla luce un grande luogo di culto, la cui storia assai complessa è raccontata da una straordinaria messe di oggetti in ceramica e in bronzo, di iscrizioni in greco ed etrusco, e da strutture edilizie.
Il luogo di culto comprende due aree sacre, l’una a sud (il cosiddetto “santuario greco”), l’altra a nord, collegate da un asse stradale diretto verso il porto: sono costituite ognuna da edifici di proporzioni modeste a più vani, forniti in qualche caso di portici e di piccoli cortili con pozzi e altari, ad eccezione del particolare assetto dell’edificio destinato al culto di Adone.
Per tutta l’età arcaica i santuari sono anche un luogo di scambio (emporion) frequentato da mercanti provenienti dalla Grecia, dalle coste dell’Asia Minore, e dalla Sicilia, ai quali erano garantite incolumità e protezione da parte dell’autorità politica etrusca, cioè dell’oligarchia tarquiniese. Ai mercanti, che offrivano parte dei loro ricavi, erano consentite forme di residenza temporanea, la pratica di culti e di riti propri del loro gruppo etnico, e anche il coinvolgimento in attività artigianali, come quella legata alla fusione del ferro e del bronzo, cui doveva provvedere manodopera di condizione servile etrusca e anche greca, se interpretiamo correttamente molte dediche iscritte.


Photograph by Paolo Nannini

gravisca porto etrusco tarquinia

 

 

- Resta connesso -

Rimani in contatto con le città d'Etruria e troverai contenuti in continuo aggiornamento: eventi e novità sul territorio, nuovi percorsi tematici per pianificare al meglio viaggi ed escursioni.

Scopri in viaggio nelle città d'Etruria, i volumi di ARA edizioni dedicati a Cerveteri, Tarquinia e Vulci. 

Resta connesso! L'eterna scoperta è appena iniziata...