Bolsena

La ricerca archeologica ha ormai chiarito che il luogo dove sorge l’attuale centro abitato è quello della Volsinii romana, il luogo dove furono deportati gli abitanti dell’etrusca Velzna (Orvieto) dopo la distruzione della città operata dai Romani nel 264 a.C. Il trasferimento interessò un’area già tradizionalmente popolata da genti etrusche, come testimoniano le iscrizioni funerarie.
Le indagini archeologiche hanno mostrato come sia stato necessario oltre un secolo prima che il nuovo insediamento, favorito dall’apertura della via Cassia intorno alla metà del II secolo a.C., assumesse una funzione storica per l’intero comprensorio e si arricchisse dei grandi edifici pubblici che caratterizzano le città romane, come le terme e il Foro. Con l’inizio dell’età imperiale Volsinii e le sponde del lago divennero ambite mete di villeggiatura per i ricchi cittadini di Roma, mentre alcuni personaggi locali raggiunsero le più alte cariche dell’ordine senatoriale ed equestre.

Area archeologica di Poggio Moscini
Sita nell’area pianeggiante dalla quale si può godere il superbo panorama del lago di Bolsena, ha ospitato per lungo tempo il Foro, cuore pulsante della vita della città romana di Volsinii. Fu realizzato tra il 70 e l’80 d.C. in un luogo dove precedentemente esistevano portici, negozi e una rete stradale, distrutti per far posto alla nuova realizzazione. L’area era completamente pavimentata con lastre di basalto, la maggior parte delle quali furono asportate e usate per la costruzione degli edifici di Bolsena.

Necropoli di Poggio Pesce
La necropoli, costituita da trentasei tombe a camera scavate nella roccia e precedute da un lungo corridoio, fu ampiamente riutilizzata in epoca ellenistica.

Catacombe nella Basilica di Santa Cristina
Sorta in continuità con l’insediamento romano, del quale sono riutilizzati alcuni monumenti come la basilica del Foro imperiale, la prima comunità cristiana di Bolsena si presenta consistente e importante, tanto da essere attestata come diocesi già nel 494-495. La catacomba, inglobata successivamente nel complesso monumentale del santuario di Santa Cristina, si apre su un percorso probabilmente corrispondente al tracciato dell’antica via Cassia. Gli scavi condotti tra il 1879 e il 1894 riportarono alla luce le reliquie di Santa Cristina, martire al tempo dell’imperatore Diocleziano (243-312).

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