Blera

Il centro etrusco di Blera, dal nome ignoto (è stato proposto Plaisra), era posto sulla Via Clodia a circa 42 miglia da Roma. Situato su uno stretto altipiano tufaceo posto alla confluenza del fosso Ricanale nel Biedano, il sito di Blera raggiungeva i 10-11 ettari di estensione, dei quali 3 o 4 spettanti all’acropoli, situata nel settore iniziale, isolato dal retrostante pianoro da una strozzatura completata artificialmente con un fossato oggi interrato. L’abitato era difeso a nord, dal lato della punta, da un secondo fossato, largo circa 10 metri, forse rimaneggiato nel Medioevo. Frequentato nel Bronzo Finale, la vita del sito comincia nella seconda metà dell’VIII secolo a.C., si sviluppa nel VII sotto la dipendenza culturale di Cerveteri, e prosegue senza soluzione di continuità fino al Medioevo. Le tombe di epoca etrusca sono disposte ad anello intorno alla città: per la maggior parte sono datate dal VII agli inizi del V secolo a.C., ma non sono rare quelle, specialmente a fossa e a pozzetto, del IV, III e della prima metà del II secolo a.C. A nord della necropoli del Terrone, nella necropoli della Casetta, fra le varie tombe a dado è stata rinvenuta la famosa Grotta Pinta (IV secolo a. C.), decorata con un elegante motivo a onde in nero (su fondo bianco) su zoccolo rosso, dipinto lungo il perimetro della camera rettangolare con colonna tuscanica centrale; nelle vicinanze è stata rinvenuta anche una seconda tomba, dipinta con una decorazione molto simile alla prima (fascia di tre bande di colore rosso, bianco-giallastro e azzurro-verdastro). Oltre al rito dell’inumazione è attestato anche quello dell’incinerazione, forse per i ceti inferiori, documentato da tombe a nicchia con apertura di forma da quadrangolare a semicircolare.

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