Una civiltà antica

Gli Etruschi vissero nell’Italia centrale, in un’area che oggi è divisa tra la Toscana, il Lazio e l’Umbria. Nel periodo della loro massima espansione, tra il 750 e il 500 a.C., arrivarono a controllare un territorio che andava dall’attuale Veneto alla Lombardia, fino alla Campania. Le città dell’Etruria non formarono mai uno stato unitario, ma rimasero indipendenti l’una dall’altra. Nella lingua etrusca, la città intesa come “comunità di cittadini” era detta spura; mentre quando si voleva indicare l’insieme delle mura e delle case che la costituivano si usava la parola etrusca metlum. Sappiamo che queste città erano alleate in gruppi, i quali condividevano alcuni culti religiosi che praticavano negli stessi luoghi sacri. Questi gruppi di città erano detti Leghe. La più importante di queste Leghe riuniva dodici città: Vulci, Volterra, Bolsena, Veio, Vetulonia, Arezzo, Perugia, Cortona, Tarquinia, Cerveteri, Chiusi, Roselle; era perciò detta “Dodecapoli”. Fino al V secolo a.C., le città erano rette da un re scelto tra i membri delle famiglie nobili, chiamato Lucumone, che aveva il compito di governare ed era allo stesso tempo la guida religiosa della popolazione. Dopo questa fase monarchica, le città furono governate da gruppi di aristocratici (oligarchie) fino al progressivo sfaldamento della civiltà etrusca che fu assimilata da quella romana.

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