La musica

Molte delle immagini che ci sono giunte, in particolare dalle tombe dipinte di Tarquinia raccontano che gli Etruschi erano il popolo più “musicale” dell’antichità.

La musica compare infatti in tutte le situazioni della vita privata e pubblica, dalle feste per i matrimoni ai riti religiosi, ai funerali, ma anche a teatro e durante i giochi sportivi. Conosciamo il nome del musicista etrusco, suplu, ma non quello del suo tipico strumento a fiato, simile a un flauto, che in greco si chiamava aulòs e in latino tibia. A giudicare dalle immagini, sembra che gli Etruschi prediligessero suonare gli strumenti a fiato, la cui musica era protetta dal dio del vino, chiamato Fufluns.

Sia gli uomini sia le donne potevano studiare musica, e inoltre i musicisti non erano servi: nelle rappresentazioni compaiono infatti sempre ben vestiti, a differenza dei servi che si affaccendano in cucina o nei banchetti aristocratici quasi nudi, vestiti solo di un perizoma.

 

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