La Sfinge di Vulci

Rinvenuta nel novembre del 2011 all’interno di una tomba aristocratica della Necropoli dell’Osteria, la Sfinge di Vulci rappresenta uno degli ineguagliati esempi di eleganza e raffinatezza della scultura etrusca. 


Sfinge di Vulci visitetruria

 


Animali reali e fantastici, immortalati nella tenera pietra tufacea, popolavano le necropoli di Vulci e del suo entroterra. Cavalli, leoni e pantere, muniti o privi di ali, mostri marini come l’ippocampo, ibridi fantastici, esseri a metà fra l’uomo e la fiera, come la sfinge o il centauro, animavano la pietra per divenire custodi reali e simbolici delle ultime dimore aristocratiche. Creature del limite che separa il mondo terreno da quello ultraterreno, mostri che partecipano, in virtù della loro natura composita, dell’essenza dei due mondi, umana e superumana, civile e selvaggia, ove alternati armonia e caos regnano sovrani, esse testimoniano il carattere “altro” e separato dell’area sepolcrale, un luogo di “passaggio” fra l’Aldiqua e l’Aldilà, che il defunto è costretto ad attraversare. “Accompagnatori” inconsueti nel corso di un viaggio di cui essi stessi, tramite il loro aspetto, animale o semiferino, testimoniano le insidie e i pericoli, i mostri di pietra divengono il silente guardiano cui l’uomo, giunto alle soglie del monumento che ospiterà le sue spoglie mortali, affida inesorabilmente il proprio destino.

 

...

 

- Resta connesso -

Rimani in contatto con le città d'Etruria e troverai contenuti in continuo aggiornamento: eventi e novità sul territorio, nuovi percorsi tematici per pianificare al meglio viaggi ed escursioni.

Scopri in viaggio nelle città d'Etruria, i volumi di ARA edizioni dedicati a Cerveteri, Tarquinia e Vulci. 

Resta connesso! L'eterna scoperta è appena iniziata...