2. Paesaggi necropolitani

La storia di Vulci è narrata dalle tombe. Se non fosse per queste, e per i meravigliosi segreti che esse rivelano, Vulci sarebbe rimata avvolta dalle tenebre fino alla fine dei tempi e la sua esistenza e il suo sito sarebbero stati dimenticati.

G. Dennis, The cities and the cemeteries of Etruria

 


Chi oggi attraversa la solitaria distesa di fertili campi che circondano Vulci, stenta a credere che queste terre, un tempo desolate e teatro nell’Ottocento di fosche imprese brigantesche, abbiano accolto nell’antichità vastissime necropoli punteggiate di piazze e luoghi di culto, solcate da strade e, soprattutto, affollate di innumerevoli sepolcri che dalle età più antiche e con forme architettoniche diverse, si svilupparono intorno alla città racchiudendone, come scriveva George Dennis, la lunga storia. Come era consuetudine presso gli Etruschi, è attorno alla pianta dell'antico centro abitato che si svilupparono le necropoli: seguendo il percorso che dall'accesso al parco si sviluppa verso Ovest e costeggiando il corso del Fiora, si raggiunge l'area a Sud dell'abitato, dove si trovano la celebre Tomba François e il maestoso Tumulo della Cuccumella.

 

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Dalla Tomba della Sfinge alla Tomba François

  • La Cuccumella

  • La tomba François

  • La tomba delle Mani d'Argento

  • Gli affreschi della tomba François

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