Museo Nazionale di Cerveteri

Inaugurato nel 1967, il museo è ospitato nel Castello del XIII secolo, fortezza medioevale (la rocca) già di proprietà della famiglia Ruspoli, acquistata poi dallo Stato negli anni Ottanta del Novecento. L’edificio originario, che risale al XII secolo, è stato ampliato e ristrutturato nel corso dei secoli XIV e XVI. Tra i materiali, oltre duemila reperti ordinati cronologicamente a partire dal periodo formativo del centro urbano (X-IX secolo a.C.) fino alla tarda età Ellenistica (III-II secolo a.C.), spiccano i reperti ceramici, locali o importati. Simbolo e sintesi delle straordinarie importazioni di ceramica attica di età arcaica (VI secolo a.C.) è il celeberrimo “Cratere di Eufronio”, recentemente restituito dal Metropolitan Museum of Art di New York e ospitato a partire dal 2015 nei locali del Museo. 

  

 

 

museo caere 345

Tra le ceramiche di produzione locale, meno appariscenti se confrontate alla ricca produzione a figure nere e rosse d’importazione greca, ma fondamentali per la conoscenza della vita quotidiana e della concezione di quella oltremondana degli Etruschi di Cerveteri, il museo ospita alcuni esempi che, per l’originalità e la creatività che esprimono, potremmo definire “l’eccellenza” della produzione ceretana.

I pithoi (piedistalli  per i vasi), i bracieri, le suppellettili nello stile white on red e i buccheri sono produzioni che rivisitano modelli d’importazione greca in chiave locale, improntandola a grande vivacità e fantasia. Gli holmoi (grandi giare) sono rielaborati invece su ispirazione di modelli analoghi, per lo più in bronzo, prodotti da botteghe assire (Urartu) e della Siria del Nord, che li veicolano in ambienti etrusco-laziali presumibilmente con la mediazione fenicia. 

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